2010-03-09
530 Maine, il video
Avete voglia di una casa al mare? Con questo modello potete averne tante, una per ogni baia o porto in cui approdate. Naviga silenziosa come una barca a vela e ha 1600 miglia di autonomia a 8 nodi. Però, se avete fretta, supera i 25 nodi.
COMMENTI: 37 | LASCIA IL TUO COMMENTO




Ciao Maurizio, i miei complimenti per la trasmissione e la vostra professionalità. Bellissima e utilissima soluzione quella del semi-dislocante, specie se ti trovi con il mare mosso.
Ti contatto dopo aver visto la tua prova con il Sixty 4 HT. Volevo chiederti se potevi indicarmi qualche altra barca simile che ti ha colpito, per fare dei paragoni, in quanto sarei indirizzato verso quel tipo di barche, di quella lunghezza e con hard top (con mini-guida superiore tipo Predator, sarebbe il massimo). Sai se qualche cantiere ci sta lavorando?
Inoltre, puoi indicarmi qualche scuola di guida veloce sapendo e confidando nei tuoi trascorsi agonistici? Non sapevo che avevi un Blog… dalla tua esperienza avremo consigli veramente utili.
Grazie e alla prox.
P.S. Se passi da Taranto, batti un colpo e sarai con piacere mio ospite.
Caro Luca, sei gentilissimo, sia con i complimenti, sia con l’invito che spero di poter trasformare in incontro. Questo mese sulla nostra rivista è pubblicata proprio la prova del Cranchi Sixty 4 HT. La tipologia che cerchi, barca con mini-fly, è la più recente, ma ci sono pochissimi modelli. Il Predator 74 è interessante, ma un po’ più grande, lo SportRiva 56 è stupendo, ma più piccolo e molto costoso. Tra quelle in arrivo ti segnalo il Sarnico Grande, una barca dallo stile bellissimo (Nuvolari-Lenard) e teoricamente molto veloce (carena di Brunello Acampora), ma anche questa oltre la misura che cerchi.
Ciao Luca, mi chiedevi anche delle scuole di guida veloce… si, ne conosco, ma è difficile dare indicazioni, perché il mio giudizio, da ex pilota, è assai severo. Ricorda comunque che correre sull’acqua è molto pericoloso perché il livello di sicurezza (non per colpa delle barche, ma del contesto) è bassissimo. Così come per molti altri sport ad alta velocità, si parla poco degli incidenti che accadono, ma sono tanti, troppi.
Si Maurizio ho visto lo Sport Riva, bellissima barca! Voglio fare una prova a contattare Cranchi x vedere se fosse possibile realizzare una modifica al Sixty 4, magari con l’aria che tira nelle vendite mi accontenteranno. Si, certo in mare come sulla strada ci vuole soprattutto prudenza, ma sono un amante della velocita’. Corro in macchina e in moto solo in pista, però “no gare” solo passione, volevo fare qualche corso non solo per appagare la sete di velocita’, ma soprattutto per imparare qualche trucco di navigazione magari con mare mosso, con gente qualificata e preparata ….
un ringraziamento alla prox …
Non ci credo… se Cranchi ti fa una barca “su misura”… cambio mestiere!
Il Sunseeker ha un 64 Predator che è disponibile con la seconda guida sportiva. Se vuoi qualcosa custom (fatto come ti pare e piace), il Cantiere Cerri, uno fra gli inventori assieme al Palmer Johnson disegnato da Nuvolari Lenard della tipologia, sta progettando un 20-21 metri Flying Sport.
Il Cantiere Polacco Galeon ha pure una versione del 700 Raptor chiamata Raptor Skydeck varata a fine estate scorsa
Apprezzo le grandi intuizioni di Cerri e le splendide linee di Nuvolari-Lenard, un po’ meno quelle di Galeon, ma è solo questione di gusti… o forse di patriottismo.
Caro Maurizio, volevo chiederti quante ore di moto può raggiungere un motore fuoribordo di 250 cv? Dopo quante ore un FB si può considerare al termine della sua storia? Secondo Te 300 ore per un Suzuki 250 sono troppe? Grazie sempre, O Grande Oracolo dei naviganti…!
Mario, mi hai fatto sorridere con il paragone all’Oracolo. Purtroppo non so prevedere il futuro però ti posso dire che 300 ore per un fuoribordo a quattro tempi di ultima generazione sono una bazzecola! Un motore di un’auto (i fuoribordo derivano da quelli, quasi tutti) può girare tranquillamente per 5000 ore senza problemi. Mettiamo pure in conto il fatto che il carico a cui viene sottoposto un motore marino è sempre elevato, come se si viaggiasse in macchina sempre in salita. Consideriamo inoltre che se il fuoribordo equipaggia un mezzo pesante e con V profonda (per esempio un fisherman) compie una “fatica” maggiore rispetto a quella che è chiamato a svolgere con un runabout leggero, ma, in ogni caso, è ragionevole stimare una durata di almeno 2000 ore. Inoltre, superato tale limite potrebbe rendersi necessaria una revisione, ma non certo la rottamazione. Ovviamente occorre effettuare la prescritta manutenzione e osservare le buone norme di utilizzo se si vuole ottenere la massima affidabilità e durata.
Ciao Maurizio, mi accodo a tutti i complimenti che ricevi, sei un grande professionista e vedere le prove in mare fatte da te è sempre una grande soddisfazione. Mi farebbe piacere, se riuscissi a trovare il tempo per rispondere, avere un tuo giudizio sul White Shark 298. Vorrei comprare una barca che mi permetta in tutta tranquillità di navigare tra Vibo Valenzia e le isole Eolie e che allo stesso tempo non abbia grandi costi di gestione e che mantenga il prezzo. Cosa ne pensi e che motorizzazione dovrei installare?
Ti ringrazio anticipatamente, e ancora complimenti…
Gianpietro
La barca risponde alle tue esigenze, anche perché ha due serbatoi molto grandi, ma ricorda (visto che vuoi fare traversate in alto mare) di fare sempre massima attenzione all’efficienza di tutti gli impianti, dalle due pompe di sentina ai motori. A tale proposito ti suggerisco una coppia di fuoribordo da 250 o 225 cavalli. Ha una bella carena a prua, ma evita di trovarti in situazioni difficili, quindi sempre “occhio al meteo” prima di salpare!
Maurizio sei veramente BRAVO mi complimento per la trasmissione. Possiedo una barca planante Airon Marine veramente bella, mi piacerebbe sostituirla con una semi-dislocante. La Maine 530 è bellissima ma fuori dalle mie possibilità. Perchè non proponi un test della Beneteau 42 su cui ho messo l’attenzione come alternativa?
Qualora non sia nei tuoi programmi il test della Beneteau 42, puoi dirmi cosa ne pensi?
Grazie ed ancora complimenti. Stefano
Il Beneteau 42 non rientra nel novero delle prossime imbarcazioni in prova. Sono favorevolmente impressionato dal modello e approvo la tua scelta, ma mi sarei aspettato da parte di Beneteau la certificazione in categoria A.
Ciao Maurizio, mi spiace andare fuori tema, ma recentemente ho visto sul sito Cranchi il test del 64: al termine della prova hai detto che avremmo potuto trovare il test sul tuo blog ma non lo vedo… non sapendo quando hai effettuato la prova spero di non aver avuto troppa fretta di trovarlo, grazie e complimenti per i servizi, ti seguo sempre.
Ciao Aldo,
Cranchi ha messo sul sito la versione integrale della prova, direi che basta quella… è lunghissima.
Buonasera,
complimenti per la trasmissione; seguo con entusiasmo tutte le prove e vorrei chiederle un consiglio per avere un giudizio chiaro e professionale.
Ogni giorno appaiono sul mercato nuovi sistemi di propulsione\trasmissione tra i quali Ips e Zeus. Sembra però che le trasmissioni tradizionali come il classico piede poppiero o la più semplice linea d’asse, non siano prossime alla pensione, anzi richiedono una minore manutenzione. Il mio range è un 42-46 piedi, ma con che trasmissione? Quali sono i pro ed i contro? Qual’ è il più affidabile?
Ti ringrazio e ancora complimenti
A.V.
Per le barche da 42-46 piedi si possono oggi scegliere tanti diversi sistemi di propulsione. L’argomento meriterebbe una lunga e precisa trattazione, ma sul blog (anche se ormai è diventato un forum) non posso dilungarmi. Cercherò di essere incisivo. L’IPS è la propulsione più efficiente e permette di risparmiare cavalli (quindi costo del motore e consumi), ma ha un pescaggio elevato che crea problemi ai più distratti e ai cantieri che non rispettano le norme di costruzione. E’ accaduto che barche equipaggiate con IPS siano affondate in pochi istanti dopo l’urto con il fondale a causa di enormi falle aperte in carena dal pod. Nell’impatto non ha ceduto (come da progetto) la parte inferiore del pod, ma lo scafo, evidentemente non sufficientemente robusto (eppure le barche erano di cantieri grandi e noti!). Lo Zeus ha un pescaggio inferiore (perché alloggiato in un tunnel in carena), ma richiede notevoli modifiche sullo scafo originale e non ho ancora provato una barca con Zeus che avesse elevata efficienza dinamica. La linea d’asse resta ovviamente il sistema più semplice e affidabile, ma presenta un considerevole spreco di energia perché la potenza viene diretta anche verso il fondale, per effetto dell’inclinazione dell’asse. I piedi poppieri patiscono lo stress cui sono sottoposti se la barca è pesante e la loro durata si riduce considerevolmente se non vengono gestiti adeguatamente. I piedi poppieri “rinforzati” (da corsa) costano moltissimo e non vale la pena utilizzarli su una barca da diporto. Non dimentichiamoci infine delle propulsioni di superficie, che hanno un pescaggio ridottissimo e altissima efficienza, ma vanno opportunamente studiate per ogni applicazione e soprattutto vanno equipaggiate con eliche accuratamente preparate, pena vanificare completamente i vantaggi di questo sistema. Per ogni modello, occorre fare una serie di valutazioni per scegliere la propulsione più adatta.
Ti seguo molto in TV e noto con piacere il tuo abbigliamento, potresti indicarmi dove si può comprare? Ringraziandoti. Grazie di cuore. Gesualdo
Ho sempre la solita divisa… la trovi nei negozi che distribuiscono l’abbigliamento North Sail, ma non c’è il logo Y&S, ovviamente.
Per un 42 – 46 piedi i pod drive come ZF ZEUS o IPS Volvo sono da considerare molto. Con i piedi poppieri, se non hai asperienza, nell’entrata in porto soffrirai. Le linee d’asse sono buone, ma si consuma di più.
Grazie William per i tuoi interventi. Sull’argomento ho espresso il mio parere rispondendo ad Alessandro (vedi sopra).
GRAZIE WILLIAM X LA DRITTA SULLA REPTOR, X LA PREDATOR VIDI LA 74 MA NON SAPEVO CHE SI POTEVA AVERE LA 64 !!! … SUL SITO DEL CANTIERE NON RIESCO A VEDERLA CMQ !!!
Non mi risulta che sia ancora stata realizzata.
Caro Maurizio, digitando Cranchi Sixty 4 HT in “video” di Google, appare un filmato dove si possono vedere il 64′HT e un 64′ FLY, sai dirmi qualche cosa di più del FLY?
Grazie e complimenti per i test.
Chiedo al cantiere e vediamo cosa rispondono. A presto.
Non so se il 64 Predator con piccolo fly è stato fatto o no, ma sul sito ci sono le piante. Ovviamente se questa versione non è stata varata bisogna avere fiducia nel cantiere. Per essere sicuro farei una telefonata a Sunseeker o al rappresentante Italiano.
Per Galeon, il primo 700 Raptor Skydeck dovrebbe scendere in mare questa estate.
Complimenti ai Cantieri Estensi per il Maine 530. E’ proprio vero che è tutta italiana?
Veramente una bella costruzione. Detto dall’esperto, quelle vetrate verticali? Grandi e fragili all’apparenza, spero ben valutate e comunque sicure?
Grazie Maurizio.
Il 530 Maine è costruito nel cantiere di Ostellato (Ferrara) e monta i motori Fiat Powertrain Technologies costruiti a Torino da una delle fabbriche più robotizzate del mondo che a pieno regime produce un motore (partendo da zero) in meno di 2 minuti, esattamente 548 motori al giorno, circa 200.00 l’anno. Per le vetrate mi rimetto al costruttore che certifica tutte le sue barche in categoria A. E’ un’assunzione di responsabilità che sottolinea anche la robustezza.
Salve Maurizio, scusa per l’argomento IPS, ma qualche volta ci mettete un po’ a mettere le risposte e così le cose sono confuse.
Non so se sei a conoscenza, ma io ho sentito e ho visto foto dove il sistema Volvo IPS a fallito. Nel senso che la parte di sotto del pod, dopo l’urto con lo scoglio si è persa (questo è normale) ma per via della rottura della guarnizione per colpa del tipo di urto, la barca ha cominciato a prendere acqua ed è semi-affondata.
Per i sistemi di propulsione, in America si parla anche di Seatorque che sono dei cuscinetti ad olio che aumentano l’efficienza dell’asse ad elica. Il sistema non è usato da molti ma se controlli in giro vedi chi lo usa. Ocean Yachts, che fa fisherman, è il più grande marchio che lo usa, poi lo usa il cantiere asiatico-americano Fleming Yachts e quello scandinavo Marex che lo ha usato sulla sua ammiraglia 370 Aft Cabin.
William sei un grande conoscitore del mondo nautico e tuoi commenti sono sempre molto graditi.
Sono a conoscenza anche io di affondamenti di barche con IPS, ma non conoscevo casi in cui il distacco della parte inferiore del piede avesse comunque causato una falla, peraltro il fenomeno è teoricamente possibile.
Il Seatorque è un’evoluzione della linea d’asse che presenta soprattutto minori vibrazioni, ma resta il fatto che molta energia viene sprecata perché la spinta dell’elica è in parte diretta verso il fondo. Se si scompone il vettore corrispondente alla forza di propulsione si ottengono due vettori, uno orientato parallelamente alla superficie (utile al moto della barca) e l’altro diretto verso il fondo (che rappresenta la potenza non utilizzata). Nessuno lo dice, o forse nessuno lo sa, ma l’energia che viene sprecata è in parte recuperata per ridurre il beccheggio. La barca con linea d’asse ha quindi ha un assetto longitudinale più stabile. La spiegazione è piuttosto complessa, ma le prove che ho effettuato lo dimostrano chiaramente.
Chiedo cortesemente se possibile avere via mail la prova del 440 Goldstar. Sempre grato, ci tieni molta compagnia con le tue prove in mare. Grazie buon lavoro. Michele.
michelelagentilesrl@libero.it
Ciao Michele,
la prova del 440 Goldstar Classic è in onda su Yacht & Sail sino al 22 maggio, la prova del 440 Goldstar Sport, novità della stagione 2010 dei Cantieri Estensi, sarà in onda questa estate, a partire dai primi di luglio. I filmati non possono essere inviati come allegati di mail per l’enorme dimensione dei file. Segui le prove sul ch 430 di Sky. Ciao.
Ciao Maurizio, adoro il design di questo tipo di imbarcazione, in particolare questo Maine 530 mi piace molto. Tra l’altro anche da “vivere” penso non sia niente male con quelle ampie finestrature. Perdona l’ignoranza, ma brevemente potresti spiegarmi le differenze tra dislocante e planante?
Grazie.
Ciao Luca (ColeTrickl) cercherò di essere il più possibile semplice nella spiegazione. Uno scafo dislocante naviga spostando una massa d’acqua che corrisponde sempre al suo “peso” (dislocamento) e fino a quando le velocità sono basse (per esempio 10 nodi = 18,5 Km/h) si hanno rendimenti interessanti (basso consumo per miglio) perché bastano pochi cavalli per spingere lo scafo (meno che a terra). Quando si va più veloci è tutto diverso, infatti diventa molto dispendioso dal punto di vista energetico spostare rapidamente un’enorme massa d’acqua. Conviene allora usare uno scafo planante, cioè fare in modo che la pressione dell’acqua sulla carena, sviluppata dalla velocità, sostenga (sollevi) la barca in modo che sia sempre meno immersa e quindi sposti meno acqua; essendo meno “bagnata”, la barca avrà anche una minore resistenza di avanzamento. Le barche da corsa sfiorano appena l’acqua e quando sfrecciano non producono quasi onda. L’energia quindi non viene spesa per spostare la massa d’acqua, ma per spingere lo scafo!
Grazie Maurizio, sei stato chiarissimo.
E la cosa è molto interessante, per cui hai stuzzicato la mia curiosità: per passare da dislocante a planante, si ottiene una variazione di assetto tramite regolazioni di alette o dispositivi simili?
Ovviamente a basse velocità le perdite sono trascurabili, ma appunto a basse velocità, ogni scafo è dislocante?
Buongiorno Maurizio, da 10 anni navigo con una barca dislocante con stabilizzatori della Vetus, vorrei sapere le sue impressioni sulla stabilità al rollio del Maine 530, se ha avuto modo di verificarlo con un mare un poco formato.
Il 530 Maine entra in planata a 12 nodi e a questa andatura non rolla più di tanto, anzi, risulta abbastanza stabile. Le sovrastrutture leggere contengono l’altezza del baricentro e i pesi maggiori sono concentrati sul fondo dello scafo. Se si vuole “fare rada”, per il massimo comfort si possono comunque installare gli stabilizzatori.