RED FPT: che spettacolo!
Un breve reportage sulla vittoria di RED FPT nelle acque inglesi. L’equipaggio composto da Fabio Buzzi, Emilio Riganti e Simon Powell ha vinto la Coppa del Mondo U.I.M. Marathon e l’Harmsworth Trophy, il trofeo motonautico più antico del mondo, istituito nel 1903. Fabio Buzzi, all’età di 67 anni, ha dimostrato di essere ancora imbattibile. Come sempre, ha costruito il suo successo prima della competizione, preparando il mezzo e i motori come solo lui sa fare, e poi ha pilotato con il coraggio, la freddezza, l’intelligenza e la tenacia dei grandi campioni. Un trionfo anche dell’industria nautica e meccanica italiana, con lo scafo della FB Design e i motori della FPT.
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Grande Buzzi! e Grande Maurizio!
Grandissimo Virginio che ogni anno porti centinaia di gommonauti a scoprire le coste più belle d’Italia e del Mediterraneo con il Club del Gommone di Milano, che alimenti la passione per i gommoni e la nautica e che insegni a navigare e ad amare la navigazione, rispettando il mare, i laghi, i fiumi, sempre dando la massima importanza alla sicurezza. Grazie per aver insegnato molto anche a me.
Approfitto del blog per farLe i complimenti, penso che la preparazione e la competenza che mostra durante le Sue prove aiutano tutti a capire meglio il mondo, così affascinante, delle barche, Lei contribuisce a farci amare il mare sempre di più, ogni volta che ci passa, attraverso il video, le emozioni che prova quando guida e spiega un’imbarcazione, quindi la ringrazio e approfitto per chiedere se e quando ci proporrete a World boat le prove di due imbarcazioni che ho particolarmente ammirato all’ultimo salone di Genova, il Sacs Strider 9 e l’open di Sessa Marine C 35 Sport Coupè.
Io sono felice possessore di un Sacs 780 motorizzato con l’Evinrude E TEC da 250 cavalli, ma passerei felicemente al C 35, mi darebbe dei consigli? Restando in attesa della Sua pregiata risposta la saluto cordialmente.
Marco Bonarini
Sono imbarazzato dal suo commento e dai suoi complimenti. Grazie davvero. Questo lavoro è stata una straordinaria e inattesa esperienza. Passando all’argomento del suo post, ritengo che le barche e i gommoni debbano essere soprattutto comodi, sicuri e pratici per lo stile di navigazione di ciascuno. Il Sacs Strider 9 va ben oltre il suo Sacs 780, sia come stile che come qualità e prestazioni. Lo trovo ideale nel suo segmento per l’offerta di una cabina spogliatoio, di due grandi prendisole, del mobile cucina e di un tendalino parasole a scomparsa, ma soprattutto soddisfa per la sua tenuta di mare. Trova la mia prova sulla rivista Il Gommone del mese di Luglio 2010; in quell’occasione ho provato la versione Abarth Derivazione, diversa solo nella livrea. Il Sessa C35 Sport Coupè è ugualmente uno dei modelli più interessanti del settore e trovo offra intelligenti soluzioni d’abitabilità e un design contemporaneo che apprezzo per la purezza e la semplicità della bellezza. Non l’ho provata e mi lascia un po’ perplesso il downsizing, come si usa dire oggi riferendosi alle motorizzazioni, cioè la scelta di una ridotta potenza. Bisogna navigare a carico leggero, altrimenti il rapporto peso/potenza supera i 15 Kg per cavallo. D’accordo, le prestazioni sono relativamente importanti per questa tipologia di barche, ma temo che i motori siano costantemente sottoposti a un elevato carico. E’ ovviamente gradita una documentata smentita da parte di Sessa o Volvo Penta. Nel caso, sarebbe davvero un modello da considerare.
La seguo con interesse su Sky e gradisco molto il suo modo di descrivere le barche. Vorrei farle una richiesta, ho da qualche tempo visto che ci sono delle barche del vecchio cantiere Italcantieri come il Bora 103 ed il Bora Major che mi hanno decisamente colpito anche se sono datate, ne ho vista una rifatta, in effetti i prezzi sono molto interessanti. Vorrei una sua opinione a riguardo se le è possibile. Grazie. Alberto
Grazie Alberto per aver rispolverato la storia di questa gloriosa saga. I modelli che ha citato, il Bora 103 e il Bora Major, sono i più evoluti della serie per quanto concerne le linee d’acqua. Il fascino suscitato da queste imbarcazioni è condivisibile, ma bisogna considerare che hanno circa 40 anni e il loro stato di conservazione e manutenzione è fondamentale per la sicurezza. Prima di acquistarle è necessario effettuare un’analisi approfondita dello scafo e poi ricordarsi che il mare non è una strada: l’efficienza degli impianti, il funzionamento di tutte le parti dell’imbarcazione, ovviamente dei motori, delle strumentazioni, l’integrità delle strutture e la loro robustezza sono condizioni essenziali per la navigazione sicura. Come un’auto o una moto d’epoca, l’uso dovrà essere limitato a condizioni non eccessivamente impegnative e la cura dovrà essere scrupolosa e costante e il suo personale e continuo controllo, da appassionato, sarà determinante per l’efficienza e la durata. Non sottovaluti questi aspetti.
Salve sig. Bulleri, innanzitutto grazie di esistere! E’ veramente un piacere vedere le sue prove, ma ho da sollevare un appunto, in ogni prova non mette mai in risalto i difetti delle singole imbarcazioni. Per esempio, non so, il Pimatist G41.2 è risaputo che naviga storto e va flappato obbligatoriamente, il nuovo Rio 42 Air ha la cabina vip molto bassa, il Manò ha un’ottima abitabilità esterna ma all’interno è fatto malissimo perchè pieno di gradini e rialzi, il Montecarlo 42 ha un prendisole di prua piccolo etc. Io ho appena acquistato un Montecarlo 42, e conosco gli altri 42 a perfezione perchè li ho provati tutti e non le nascondo che tra il Rio 42 Air e il Montecarlo 42 preferisco il primo come rifiniture, come prendisole e come stile, ma come carena penso sia meglio il Montecarlo 42 ragion per cui ho acquistato quest’ultima, lei cosa ne pensa? Saluti e grazie.
Beh, “grazie di esistere” è davvero troppo
ma la ringrazio perché è un commento molto divertente e piacevole. Lo scopo di World Boat è presentare le imbarcazioni e non effettuare un’approfondita analisi tecnica delle loro doti. Tra le righe dei miei commenti o attraverso le immagini si possono comunque cogliere alcuni pregi e difetti. Per quanto attiene il Primatist G41 cosa intende nell’affermare che naviga “storto”? Vuole dire sbandato? Forse è un problema di pesi che si può manifestare per la distribuzione del carico o degli accessori. Per quanto riguarda i dislivelli cui accenna riferendosi al Manò sono perfettamente d’accordo con lei che dovrebbero essere limitati al minimo. Personalmente non li sopporto, soprattutto quando interrompono un pagliolo di coperta. Per ciò che concerne il confronto tra il Rio 42 Air e il Montecarlo 42 dovrei approfondire l’esperienza e rilevare dati precisi per effettuare un confronto diretto che deve tenere conto del comportamento sul mosso, della stabilità, del raggio di virata, dell’efficienza dello scafo. Grazie per il suo intervento.
ciao Maurizio un saluto prima di tutto, volevo poi sottolineare riguardo l’appunto del sig. Filippo che il Primatist G41 non naviga storto come lui afferma, anche perchè i flap sono un accessorio, secondo me sarebbe meglio bilanciare bene i pesi specialmente nei gavoni e questo in pochi lo fanno, secondariamente il G41, come altre imbarcazioni, pesca carburante in percentuali diverse dai serbatoi, questo per favorire il generatore, se presente. Comunque se il sig. Filippo volesse fare un giretto con una livella in plancia comandi, io lo porto volentieri sul mio G41.
Ciao Maurizio sei grande, ricorda di organizzare il raduno che ti ho suggerito.
Caro Maurizio, complimenti per le tue prove e la tua serietà’, vorrei dire anch’io la mia come ex proprietario di un primatist G36 e posso assicurarti che per anni ho provato a spostare i pesi e quant’altro ma la barca navigava sempre “sbandata” sulla destra. Ho avuto anche il G41 e confermo quanto detto da Filippo sul fatto che la barca, pur avendo un’ottima tenuta di mare, va sempre flappata in quanto con i flap a zero naviga con un lato più alto rispetto all’altro. Il cantiere Abbate giustifica questa situazione dicendo che dipende dalle eliche controrotanti e dalla forte “v” profonda della carena. Vorrei anch’io sapere qualcosa in più su questa nuova carena del beneteau Montecarlo 42 (Airstep). E’ veramente così speciale? Quando farete una prova sul Montecarlo 42 che ha un ottimo rapporto qualità prezzo? Grazie. Saluti
Lo scafo a V profonda manifesta in modo più evidente lo sbandamento causato da un’imperfetta distribuzione dei pesi, mentre le eliche hanno effettivamente influenza sullo sbandamento, ma non quando sono controrotanti. Avevo provato l’Airstep alcuni anni fa, non appena Beneteau lo aveva introdotto sui piccoli motoscafi, rilevando effetti benefici in termini di velocità, riduzione dei consumi e accelerazione. Non ho invece ancora provato il Montecarlo 42. Il Metamarine TNT 46 Corsa di Marco Pennesi vola oltre i 100 nodi e adotta un sistema simile (ma più evoluto) i cui effetti positivi si avvertono soprattutto in accelerazione in uscita dalle virate. Per la cronaca ha vinto il Campionato del Mondo GPS 2010.
SALVE, IO STO PER COMPRARE UN PRIMATIST G41 DEL 2004 CON I VOLVO DA 310 CV, MI SAPETE DIRE I PREGI E DIFETTI, SE è CONSIGLIABILE, VISTO CHE STO DANDO IN PERMUTA UN CRANCHI SMERALDO 37
Ho provato la barca nel 2008 e chiederò di mettere il test on line. Saluti.