Il blog di Vanni Galgani

Siamo tutti d’accordo che la situazione è tragica, che tutti i comparti devono lavorare e contribuire economicamente per evitare il deafault della nostra Nazione e che il Governo Monti ha dovuto operare d’urgenza. Ma quello che noi vorremmo sapere è il nome del funzionario o del consigliere o del sottosegretario o di chiunque esso sia, che ha proposto una tassa di soggiorno sulle imbarcazioni, coinvolgendo non solo le barche italiane ma anche quelle straniere.
Caro Vanni, complimenti per come svolgi il tuo lavoro.
desideravo avere una tua opinione sul Hanse 470e.
ti ringrazi anticipatamente.
un caro saluto
Se è un Hanse che cerchi, secondo me è uno degli Hanse migliori, forse il più equilibrato dei grandi e a vela va anche discretamente bene.
ciao Vanni,
ho notato solo ora la tua replica nell’altro aricolo, ti ringrazio per i complimenti, dall’alto della tua esperienza fanno molto piacere.
bellissima barca, purtoppo gli oyster non sono molto diffusi e non ho mai avuto modo di provarne uno. questo comunque conferma quanto detto riguardo le barche pesanti. 45 nodi in tutta tranquillità.
onestamente però preferisco gli hallberg-rassy, mi danno un’idea di maggiore “marinità” rispetto agli oyster per tutta una serie di dettagli più o meno importanti sia in coperta che negli interni.
Ciao Francesco e bentornato. Non lo dovrei dire ma lo faccio lo stesso: pensa che il mio sogno “finale” è di mollare tutto e partire, e se avessi la possibilità di farlo adesso, la mia scelta ricadrebbe proprio su un HR, in particolare il 48. Razionalmente non so perché, ma credo che in qualche modo rappresentino l’archetipo della barca, un po’ come i Labrador per i cani: ci sono cani più belli, più eleganti, più pratici; ma lui, il Lab, è IL cane, quello che un bambino ti disegna se gli chiedi di fare un cane.
carissimo Vanni, seguo sempre i tuoi splenditi test nautici. Un desiderio: è possibile vedere in un prossimo futuro più test nautici su catamarani da crociera, soprattutto un confronto tra i più “comodi” e i più veloci (Lagoon, Fountaine Pajot, Outremer, Mattia, Nautitech, Catana…). Il mio sogno è averne uno, anche piccolo, e partire con la mia famiglia e i miei due Golden retriever.
grazie e ancora un BRAVO.
vedo che la pensiamo allo stesso modo: il mio sfondo del computer è un HR54. se ne avessi la possibilità mi trasferirei anche io su un hallberg-rassy per girare il mondo. hanno un qualcosa che li rende bellissimi oltre alle indiscusse doti nautiche, senza badare a mode e fronzoli vari che, alla fine, fanno scena ma servono a poco. sono barche da vero intenditore, di chi non si lascia trarre in inganno dalle doppie ruote di timone, garage del tender, musoni a scoparsa, pozzetti enormi e prendisole sconfinati.
purtroppo bisogna avere tanti soldi e tanto tempo per poterci navigare veramente, altrimenti per andare in crociera nei week end di bel tempo un bavaria 55 basta e avanza.
Caro Vanni, sono circa 2 anni che seguo tutte le prove e le tue trasmissioni su Y&S, sono un super appassionato di barche a vela anche se non sono un esperto velista. Infatti è solo da qualche anno che posso praticare questo fantastico sport, ma cerco di non farmi scappare nessuna occasione.
Diciamo che quando vedo una barca a vela inizio a sognare, ad occhi aperti, avventure in giro per il mondo.
Parlando di Hallberg Rassy, quando ho visto per la prima volta la tua prova del 54, sono rimasto affascinato, e in una delle repliche di World Boat ho registrato la prova stessa; da allora credo di averla vista un centinaio di volte e ogni volta ho raggiunto con l’immaginazione un posto diverso del globo.
Tutto questo è possibile grazie alla grandissima passione che trasmetti in ogni tuo servizio, e visto che i sogni nessuno li può negare…continuerò a sognare un giro intorno al mondo su di un Hallberg Rassy.
Ciao Vanni
sono un appasionato sfegatato della vela.
Mio babbo lavorava alla Comar, poi si è messo in proprio, costruendo scafi e coperte per vari cantieri nautici ( Ferretti, Del Pardo, ecc ) da piccolo avevamo un Comet 7.70, che poi è stato venduto, sul quale ho trascorso la mia infanzia. Il tempo è passato e l’unica barca che sono riuscito a comprarmi ( o meglio farla fare da mio babbbo ) è un Laser.
Il vento e gli spruzzi salati mi rendono vivo, quindi ho deciso di investire quattro soldi per poter acquistare una barchetta un pelino più grande.Secondo te con un investimento di circa 10/15 mila euro cosa posso ottenere? Considera che ho una moglie e un bambino di 5 anni.
Grazie 1000
Nicola Forlì
Ciao Nicola, non pensare che con il tuo budget sia impossibile ottenere qualcosa di buono, bisogna solo fare una bella ricerca con molta pazienza. Visto che hai esperienze di cantiere, il mio consiglio è di cercare una barca da ristrutturare, quindi conveniente dal punto di vista economico, e poi metterla a posto piano piano. Se invece è un nome che mi chiedi, sai che sono poco propenso a farne, ma per te farò una eccezione: dai un’occhiata ai First 210, barca su cui ho avuto esperienze personali e ottimo cruiser piccolo per cominciare l’avventura di armatore.
ciao Vanni,
sono un velista neofita, anzi probabilmente non lo sono ancora realmente diventato e ne è presumibile dimostrazione quanto sto per domandarti. Certamente ammiro le barche a vele e quindi seguo con interesse le tue prove cui tu sai dare veramente qualcosa di molto particolare che si coglie subito anche per chi è un (aspirante) entry level come me. Ti chiedo un giudizio che tu, velista integrale e “irriducibile”, probabilmente considererai “ereticale”. Mi piacciono particolarmente i motor sailor verso i quali però non osservo uno scarsissimo interesse dell’industria e dei media. E’ solo una mia impressione? E tu cosa ne pensi di questo tipo di imbarcazioni “ibride” (proprio adesso che l’ibrido è anche di moda sotto tanti versanti….. ).
In particolare su Internet ho trovato, un cantiere americano il NORDHAVN che fa un 56 MS che mi ha veramente colpito. Ti capiterà qualche volta di fare una prova delle tue per un MS? E in Italia chi li fa? E i migliori cantieri dove sono?
Sono molto incuriosito verso questo tipo di imbarcazioni oltre per l’innegabile vantaggio di sapere sempre di poter rientrare quando e dove si decide di farlo anche perché con una barca di questo tipo, togliendo l’albero ad esempio, si potrebbe fare (è un mio sogno) un giro fluviale dell’Europa, passando per canali, superando chiuse e sotto ponti percorrendo, sensazione che trovo fantastica, il front back, meno osservato e da una prospettiva inaudita, di territori pieni di storia e di una natura che ci è prossima ma che altrimenti rimarrebbe sconosciuta. Grazie dell’attenzione e davvero tantissimi complimenti
Paolo Sacco
Ciao Paolo, il problema è che i motorsailer come li intendi tu sono animali in via di estinzione. Infatti sei andato a pescare un prodotto anomalo fatto da un cantiere che fondamentalmente realizza navette, su una delle quali ha piantato un albero (scherzo, ma non tanto…). Il motivo, secondo me, è che col vero motorsailer a vela ci si va quasi mai. Allora ti dico: orientati verso sani cruiser nordici, anche vecchiotti, che di solito sono dotati di motori robusti e potenti ma che, almeno con vento, a vela ci vanno davvero; altrimenti secondo me è meglio una navetta seria, diciamo alla Grand Banks o, perché no, alla Nordhavn.
Caro vanni, ti ringrazio per la risposata che vedo solo ora.
ho seguito le tue considerazioni in merito agli HR e le condivido; il 54, poi, è la sintesi tra un armo grande e la possibilità di potermo portare ancora in equipaggio ristretto.
ho visto che c sono parechhi HR 53 in vendita. che opinione hai?
ciao
Meno veloce del 54 (e anche del 48) ma, a parte questo, uno dei più amati HR di sempre. Se pensi di girare sul serio va benissimo.
HO APPENA ACQUISTATO UN DEHLER 29MK2. VOLEVO UN TUO PARERE SU QUESTA BARCA. SPERAVO DI VEDERLA NEL SERVIZIO SUL SALONE DI DUSSELDORF ! COMPLIMENTI PER I TUOI SERVIZI.PERCHE’ NON FATE VEDERE BARCHE DI DIMENSIONI PIU’ UMANE ? (8-10MT) .
SALUTISSIMI
Ciao Luigi, alla tua seconda domanda rispondo: perché ce ne sono poche! E poi, dai, negli ultimi tempi non ti puoi lamentare: a parte i barchini delle special boat (dai 18 ai 28 piedi, che andranno in onda a breve), abbiamo presentato molte barche piccole in varie occasioni (EYotY, saloni, prove), tipo Sunbeam 30.1, Comet 21, J/92, Bavaria 32, Arcona 340, Hallberg Rassy 31, First 35, Comet 33, Comet 35, Dehler 29, Dehler 32, Varianta 18 e varie che adesso non ricordo. Proprio del Dehler 29, di cui ho fatto la presentazione in occasione del salone di Parigi (a Dusseldorf ho presentato il nuovo 32 e il redivivo 18), ti posso dire che non l’ho mai provato a vela ma non ho dubbi sulle prestazioni, conoscendo bene sia i progettisti che il cantiere (mio padre è felice armatore di un 36 J/V). Però ho qualche dubbio sull’abitabilità, un po’ al limite in alcune parti. Ma questo, prima di comprarla, l’avrai sicuramente verificato. In compenso sono sicuro che a vela ti divertirai moltissimo.
Ciao
posso fare una domanda da profano completo: a cosa serve la campana di tonneggio?
grazie
Ciao Angelo, la campana di tonneggio serve a lavorare sulle cime di ormeggio/corpomorto col salpancore, quindi senza spaccarsi la schiena. Per fare questo deve essere parte integrante del salpancore e, ovviamente, azionabile indipendentemente dal barbotin della catena. Può essere in posizione verticale (sopra il barbotin), completamente esterna al pozzo catena o sporgente dal relativo portello attraverso un buco realizzato di stampo. In altri casi può essere orizzontale, sullo stesso o sul lato opposto di dove si trova il barbotin. Le barche più grandi e lussuose, data la tendenza di fare i musoni basculanti a scomparsa, sono spesso dotate di un cabestano a parte (winch elettrico dedicato al tonneggio delle cime) che scompare a filo ponte, un bellissimo oggetto prodotto dalla italiana Sanguineti (lo puoi vedere su http://www.sanguineti.com/htm_ita/itahome.htm). Con la mania della pulizia sul ponte, le campane di tonneggio stanno scomparendo dalla maggior parte delle barche in produzione, ma un cruiser serio secondo me non può non avere questo importantissimo accessorio.
Caro Vanni Best, aspettavu una risposta riguardo il 18 piedi tedesco che si vende esclusivamente su interne, credo sia un vecchio cantiere rilevato dalla hanse se non ho capito male. Potresti dirmi il nome del sito .
No, è direttamente lo scafo e la coperta del Dehler 18 “cappuccetto rosso” che quelli di Hanse si sono ritrovati in casa quando hanno rilevato la Dehler. Siccome lo scafo è ancora attuale (è degli anni ’90, pensa quanto era avanti allora), tra l’altro il primo progetto di Judel/Vrolijk per Dehler, hanno pensato di mettere in piedi questa interessante operazione, chiamando la barca col nome di un ancor più vecchio Dehler, il Varianta appunto. I siti di riferimento sono: http://www.varianta.info (purtroppo ancora solo in tedesco) ma ci si arriva anche da quello di Dehler, http://www.dehler.com. L’operazione è interessante: data una base di scafo e armo, si può accedere ai vari pacchetti optional e allestirsela come si vuole, il tutto senza intermediari direttamente su internet. Occhio però a non farsi ingannare dal prezzo: per averla navigante sul serio, secondo la rivista tedesca Yacht ci vogliono circa 16.000 €; e poi te la devi andare a prendere in Germania. Una curiosità: io la provai più o meno all’inizio della mia carriera da giornalista velico, con Fare Vela, e costava allora 21.867 marchi!
verissimo, sulle barche più “alla moda” stanno sparendo le campane di tonneggio nonostante siano uno strumento fondamentale. un altro uso importante che svolgono è nel caso in cui la catena deragli dal barbotin e ci si trovi in acque profonde, in modo che l’ancora “penzoli” dal musone per tutta la lunghezza della catena. ritirarla su a braccia e rimetterla sul verricello è quasi impossibile. con la campana è sufficiente fare una gassa ad una maglia della catena con uno stroppeto, si ritira su senza problemi e senza rischio di staccarsi un dito. altimenti, senza campana, ci si può arrangiare sfruttando i winch del genoa ma è più difficile di quel che sembra.
Carissimo Vanni, ti ringrazio per la tua risposta ,evidentemente mi sono perso qualche tuo servizio !
La scelta di questa barca e’ avvenuta per cause di forza maggiore:i dirigenti del marina di Chiavari si sono sforzati con una grossa genialata! Hanno tolto i posti barca da 10 mt.,
non potendo permettermi un 12 mt. visto i costi di Chiavari…
quindi questa scelta.Per quanto riguarda l’ abitabilita’ avevamo visto un 28 che ci era parso di nostro gradimento,e il 29 sembra la nostra quadratura del cerchio ! ti diro’ in seguito. mi piacerebbe invitarti per fare una bella veleggiata e una lunga chiaccherata. CIAO !
tutti in barca con Vanni!
vepiacerebbe…
Caro Vanni, innanzi tutto i complimenti per lo splendido lavoro che svolgi e che aiuta noi popolo della giacca e cravatta a sognare un poco.
Vorrei aprofittare delle tue competenze per porti una domanda : mi daresti un tuo parere su Jeanneau 57, Benetau Oceanis 58 e Giannetti Star 64…a confronto? Ho visto solo la tua prova del 57, e non ho mai trovato tue prove per le altre.
Grazie e continua a farci sognare.
Gianluca
Gianneti Star più personalizzabile e costruito in Italia, ma poco commerciale e non l’ho mai provato a vela; Oceanis particolare, pratico e di design (almeno dentro), ma l’estetica fuori? Lo Jeanneau un po’ morbido di costruzione ma ottimamente disegnato e offerto con numerose soluzioni possibili. E poi secondo me è bellissima…